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La Basilicata, nonostante l’industria turistica sia relativamente giovane, è una delle regioni italiane dove un soggiorno può far apprezzare a pieno le sue doti di accoglienza e ospitalità. Le montagne della Basilicata, con la catena degli Alburni ad Ovest e la catena del Sirino, che da Potenza si estende fino allo Jonio, sono i luoghi privilegiati per chi cerca un contatto quotidiano con la natura in una delle tante aziende turistiche che sono sorte negli ultimi anni.
Boschi di castagni, aceri e querce sono invece l’habitat naturale di chi sceglie la zona del Vulture per il suo soggiorno, dove è possibile passeggiare in riva ai laghi vulcanici o ammirare splendide farfalle che solo in questa zona vivono.
Silenzio, relax e tranquillità. Scegliere una vacanza in Basilicata, non vuol dire solo optare per la montagna, Matera, infatti, con i suoi suggestivi “Sassi” è costellata di luoghi che coniugano il soggiorno ricco di confort con una permanenza a più grosso impatto scenografico. E sulla costa, infine, Maratea sul Tirreno e l’intera zona del Metaponto sullo Jonio, consentono di abbinare una vacanza balneare al relax di un tramonto ammirato da odorosi declivi fioriti.
La Basilicata, (detta anche Lucania), è una regione dell'Italia meridionale con circa 600.000 abitanti. Confina a sud est con il mar Ionio (golfo di Taranto), a est con la Puglia, ad ovest con la Campania, a sud-ovest con il mar Tirreno e a sud con la Calabria. Le città principali sono Potenza (capoluogo di Regione e di provincia) e Matera (capoluogo di provincia); Melfi e Policoro città non capoluogo ma che hanno una grande importanza economica nella regione.
Terra antichissima, la Basilicata fu abitata già in epoca preistorica. Nel VIII secolo a.C. coloni greci approdarono sulle rive lucane dello Jonio, dando vita a quella fiorente civiltà che passerà alla storia come Magna Grecia. Poi nel V e IV secolo a.C. i Lucani, spinti dalla ricerca di nuove terre da coltivare, attaccano le colonie greche della costa ionica. Nel frattempo tra il IV e III secolo a.C., i Romani in continua espansione si spingono in Lucania. Dapprima alleati dei Romani contro i Sanniti, i Lucani non volendosi sottomettere al dominio romano si alleano con i Sanniti e la colonia greca di Taranto.Intanto nel 291 a.C. Venusia (oggi Venosa) diventa la prima colonia romana in terra lucana. I Romani si battono contro Pirro accorso in aiuto delle colonie greche e perdono una battaglia divenuta famosa per le ingenti perdite riportate daentrambe le parti, tra Metaponto ed Heraclea (oggi Policoro). Intanto a nordest il dominio di Roma aumenta: nasce Grumentum (oggi Grumento) e si costruisce la via Herculia che congiunge Grumentum a Venusia.Il 280 a.C. vede la fine storica della civiltà della Magna Grecia. Nel II secolo a.C. la Lucania è sotto il dominio di Roma. Con la decadenza dell'Impero Romano d'Occidente la regione torna nel più profondo isolamento che ne distrugge la già povera economia. Siamo nel Medioevo. Tra il VI e il IX secolo i Longobardi annettono la Lucania al Ducato di Benevento, escludendo i possedimenti bizantini del Materano. I Bizantini, giunti in Lucania per sfuggire alle persecuzioni della religione iconoclasta in Oriente, diedero vita al fenomeno delle chiese rupestri che sulla Murgia di Matera trovarono la loro massima espressione.
I Normanni conquistano la Lucania facendone, tra l'XI e il XII secolo, il centro della vita politica italiana. Melfi nel 1059 è capitale del Regno normanno. Finito il dominio normanno, Svevi e Angioini si contendono la Lucania e l'Italia meridionale. Alla fine del XIII secolo gli Angioini hanno potere sul Regno di Napoli e sulle Due Sicilie. Ha inizio il feudalesimo, durante il quale nascono in Lucania molte signorie, che gli Aragonesi cercano di contrastare. Nel 1441 nel castello di Miglionico si ordisce la "Congiura dei baroni" che, fedeli agli Angioini, tentavano di rovesciare il Regno aragonese. Tra il XVI e il XVIII secolo si consolida il potere borbonico.Nel 1663 Matera è capitale della Provincia Lucana del Regno di Napoli. Iniziano sanguinose ribellioni dei contadini contro i baroni che sfruttano le terre costringendo alla fame il popolo. Nel 1707 l'esercito austrosabaudo occupa la Lucania che, con i trattati di Utrecht e Rastadt, passa a Carlo VI di Austria. Con la pace di Aquisgrana il potere ritorna ai Borboni.Tra il 1861 e il 1868 tutta la regione è interessata al fenomeno del brigantaggio, ribellione al potere generata dalla estrema indigenza in cui tutto il popolo versava, che trova la sua dimora ideale nei folti boschi del monte Vulture.
È del 1902 la prima riunione dei Socialisti lucani a Potenza, evento che dà inizio al XX secolo. La povertà ha raggiunto livelli inaccettabili, comincia il fenomeno dell'emigrazione, che nel 1913 tocca la sua punta massima, portando ad un progressivo impoverimento demografico. Nel 1943 Matera è la prima provincia del meridione a ribellarsi all'occupazione nazifascista. Finita la guerra diventa necessario affrontare il problema dei Sassi di Matera, che a causa del sovrappopolamento erano divenuti malsani. Nel 1952 una legge dello Stato decreta lo sfollamento dei rioni Sassi. Nel 1980 il terremoto dell'lrpinia crea seri problemi in tutta la parte settentrionale della regione e alla stessa città capoluogo di Potenza. Nel 1984 a Potenza viene istituita l'Università della Basilicata, che qualche anno dopo apre un distaccamento a Matera. Nel 1986 lo Stato finanzia con una legge il risanamento dei Sassi di Matera, che tra mille difficoltà è tuttora in pieno svolgimento. Agli inizi del 1994 l'UNESCO dichiara i Sassi di Matera “patrimonio dell'umanità da tramandare alle generazioni future” e li annovera tra i territori sotto la sua tutela. Sempre nello stesso anno viene istituito il Parco Nazionale del Pollino.
La Basilicata, nota anche come Lucania, è una regione che racchiude in se tutte le caratteristiche tipiche delle regioni del sud Italia. In questa regione c'è una bella unione di tradizioni gastronomiche derivanti da diverse popolazioni come i Greci, i Sanniti, i Romani, i Barbari, i Bizantini, i Normanni etc. etc. Allevamento ed agricoltura sono alla base della gastronomia lucana, influenzata in questo senso dalle tradizioni campane, pugliesi e calabresi. Elemento base è la carne di maiale, in Basilicata l'uccisione del maiale rappresenta tutt'oggi un giorno di grande festa. I salumi prodotti in questa terra erano conosciuti e molto apprezzati fin dall'antichità e oggi i lucani possono vantare un'esperienza secolare nell'arte della lavorazione della carne suina: prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta.
Molti i piatti tipici: La cotechinata, la peperonata con carne di maiale, la frittura di maiale, il sanguinaccio, la pezzenta. Quest'ultima è chiamata così perché originariamente era il salame dei poveri, fatto con gli scarti di tutte le altre lavorazioni: adesso invece è diventata una ricercata specialità. Anche in Basilicata il peperoncino rosso occupa un ruolo di rilievo nella cucina popolare. Per indicarlo si usano ben quattro nomi diversi: diavulicchiu, frangisello, cerasella e pupon. Diffusa la lavorazione a mano della pasta, che qui, come in tutto il mezzogiorno d'Italia, costituisce un elemento insostituibile nella dieta tradizionale. Viene usata soprattutto la pasta di semola di grano duro, dalla quale si ottengono le manate, gli strascinari, le orecchiette di origine pugliesi e le lasagne.
Tipici i ravioli alla potentina, con il loro ripieno di prosciutto, ricotta, prezzemolo, uova e pepe. A Matera si preparano invece i 'calzoncini' piccole mezzelune di pasta ripiene di ricotta, zucchero, cannella e noce moscata. Caratteristici della Basilicata anche i fusilli con le fave. L'alta qualità della pasta consente la preparazione della pizza in una miriade di ricette. La più tipica pizza lucana è il ruccul, con aglio, olio, origano e peperoncino. Per quanto riguarda il pesce, la Basilicata è nota per le sue saporite zuppe di mare e per le fantasiose ricette con le quali vengono preparate anguille e trote pescate nei laghi dell'interno. Famoso anche il gustoso baccalà al forno, preparato con il condimento di patate e pomodori. La verdura è molto usata come piatto di accompagnamento per le portate di carne. Tra le altre ricette ricordiamo la mandorlata di peperoni, con i peperoni in agrodolce accompagnati da mandorle sbucciate; la cicoria in brodo, che vuole la cicoria lessata, insaporita con prosciutto e pecorino e passata in brodo di carne. Poi le melanzane, che in Lucania sono preparate nei modi più disparati, fritte, in agrodolce, arrostite, in involtini.
Per quanto riguarda i legumi ricordiamo i fagioli 'poverelli' , i 'cannellini' di Marsico, le lenticchie di Avigliano. Tra le altre ricchezze gastronomiche lucane sono da citare i formaggi; scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, formaggio che deve il suo nome al particolare metodo di stagionatura: le forme vengono infatti accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone. Molto usati anche i funghi, dei quali sono particolarmente ricchi i boschi dell'interno. Con essi si prepara la ricercata minestra di funghi e patate e l'agnello fritto, specialità tutta lucana, accompagnato dai funghi cardoncelli. Dolci caratteristici della Basilicata sono i panzerotti con ripieno dolce e le frittelle di ricotta, dalla semplice preparazione e dal gusto di ricotta e liquore.
Numerosi e pregiati sono i vini lucani. La Basilicata ha recentemente ottenuto la denominazione “Basilicata IGT”, con cui vengono riconosciuti i vini bianchi, i vini rossi e i rosati prodotti sull’ intero territorio della regione Basilicata. Infatti, sebbene con volumi di produzione limitati, ben tre sono i vini che hanno ottenuto il marchio DOC: l’ “Aglianico del Vulture DOC”, già dal 1971, e più recentemente il “Terre dell’ Alta Val d’ Agri DOC” e il “DOC Matera”, e di qualità non inferiore, anzi, vanto per il vino lucano è il Grottino IGT.
Oltre all'Aglianico sono presenti nella zona del Vulture, in piccola parte, altri vitigni come l'Aglainicone, la Malvasia nera della Basilicata, la Malvasia bianca della Basilicata, ed il Moscato bianco di Basilicata.
La DOC “Terre Dell’Alta Val D’Agri” definisce un territorio di produzione limitato ai soli comuni di Viggiano, Moliterno e Grumento Nova, in provincia di Potenza, con vigneti che si estendono dai 650 metri s.l.m. del fondovalle fino agli 800 di media collina. In questo ambiente si sono adattati bene vitigni internazionali quali Merlot e Cabernet che convivono con quelli autoctoni Malvasia bianca di Basilicata, la Malvasia nera di Basilicata ed il Moscato bianco di Basilicata. Spostandoci più a Sud lungo la Val d’Agri, sulla riva destra del fiume Agri e ai limiti del Parco Nazionale del Pollino, troviamo i comuni di Roccanova, Castronuovo di Sant’Andrea e Santarcangelo dove si produce il “Grottino di Roccanova”, vino che ha ottenuto il riconoscimento a IGT nel 2000. Tra i vitigni più diffusi nella zona ritroviamo il Sangiovese, la Malvasia bianca di Basilicata, la Malvasia nera di Basilicata e il Moscato bianco di Basilicata.
La perizia nella cura dei vigneti e la passione profusa in cantina rappresentano una garanzia per la produzione di vini di grande livello.
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