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In generale

Lamezia Terme Reggio Calabria Calabria Calabria

Calabria, terra dalle mille sorprese, rivela ai tanti visitatori, la gioiosa bellezza del suo paesaggio incantevole che si estende dal mare azzurro limpido al verde lussureggiante delle campagne, alle silvestri zone montane. 741 Km di coste lambite dallo Jonio e dal Tirreno. Lunghissime spiagge dorate si alternano a discrete insenature di sabbia e scogli, alte rocce si tuffano in un mare sempre limpido come in poche altre zone d'Italia. Le bellezze naturali, uniche, con paesaggi insoliti, paesi e città di un territorio dove tutto è storia, tradizione e colore. Gente, quella calabrese, dalla innata ospitalità senza eguali, territorio dotato di strutture all'avanguardia per un turismo totale. Cucina tipica a base di pesce fresco ogni giorno; specialità fondate sulle regole della tradizione, per i palati più esigenti. In pochi chilometri si passa dalle rive del mare al regno delle querce, dei castagni, dei pini e degli abeti della flora alpina. In provincia di Cosenza la catena del Pollino si erge con rocce granitiche oltre i 2.000 metri, scendendo verso Sud si giunge all'altopiano della Sila che si distingue in Grande Sila, Sila Piccola e Sila Greca.

Considerata fin dall'antichità il "Grande bosco d'Italia" per le immense foreste, dona centri di assoluta bellezza come Camigliatello e San Giovanni in Fiore. Più a Sud le Serre calabre con Serra San Bruno, il lago dell'Angitola e Mangiatorella con l'antica residenza nobiliare di Ferdinandea. Nella Provincia di Reggio Calabria, l'Aspromonte avanza fin quasi al litorale. Foreste e burroni che si alternano, conferiscono alla zona un'attrattiva particolare; il punto più alto è dominato da una statua colossale del Cristo in bronzo. Gambarie è la stazione climatica più famosa, frequentata in estate per la villeggiatura, e per gli sport invernali nella stagione delle nevi. Ma la Calaria è soprattutto Suoni e voci della tradizione, la diversità calabrese e dei calabresi muta da zona a zona, da luogo a luogo, muta in continuazione per composizione linguistica, etnica e quindi anche il folklore assume colori ed aspetti a secondo dei posti. L’estate in Calabria è fatta di sensazioni estreme, esperienze indimenticabili dove il calore del sole delle persone accompagnano il soggiorno di ogni suo turista.

La Calabria è una regione dell'Italia Meridionale di 2 milioni di abitanti, con capoluogo Catanzaro. Confina a nord con la Basilicata. È la regione più a sud della penisola italiana, a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla regione Sicilia.


Cenni storici

Bronzo di Riace Cristo portacroce

Colonizzata nell'VIII secolo a.C. dalle popolazioni greche, questa regione conobbe un rapido sviluppo commerciale ed urbanistico, con centri quali Raggio Calabria, Sibari e Crotone. Nella prima metà del IV secolo, fu però occupata dalla popolazione dei Bruzi, che diedero per lungo tempo il nome alla regione, divenuta il Brutium dei Romani, mentre Calabria indicava solo la Penisola Salentina.

Durante le guerre puniche la popolazione locale si schierò contro Roma, ma cadde comunque sotto il dominio dell'Impero, che dal 132 a.C., iniziò a fondare le sue colonie, e la incluse nella III regione augustea. Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente, questa zona conobbe un periodo di calma, durato fino fin sotto ai Bizantini (VII sec. d.C.), con i quali prese il nome di Calabria. I Longobardi la conquistarono e la annessero al ducato di Benevento, distruggendo l'unità della regione, che venne ripristinata solo nell'885, dal generale bizantino Niceforo Foca, che scacciò saraceni e longobardi. Il sistema fiscale bizantino, però oprresse le popolazione, continuamente scossa dalle incursioni marittime dei saraceni. Una ripresa della situazione locale si ebbe solo con i Normanni (1060), e successivamente con gli Svevi, ma gli Angiò riappensantirono il sistema di tassazione, ed introducendo il sistema del latifondo, finirono per compromettere la prosperità della Calabria. Il sistema fiscale angioino fu sfortunatamente continuato dagli Aragonesi, causando una serie di rivolte contadine (1459) e la famosa rivolta di Tommaso Campanella (1599). Il governo spagnolo lasciò quindi il governo della regione ai baroni locali, con un proliferare di abusi di potere e prepotenze che prostrarono ulteriormente la popolazione. L'accanita resistenza contro la dominazione francese e la Repubblica Partenopea (1799), si accompagnò alla grande diffusione della Carboneria, e dopo il 15 maggio 1848, si ebbe in Calabria un'insurrezione antibobonica a cui ne seguì un'altra dovuta allo sbarco di Garibaldi (1860) a Melito di Porto Salvo. Così, seguendo le sorti del Regno di Napoli, anche la Calabria fu unita al regno d'Italia, con la pesante eredità borbonica di arretratezza e miseria diffusa.

Cucina calabrese

La Gastronomia di questa splendida regione che vede uniti territori completamente differenti è ben bilanciata; nel suo ricettario si possono trovare nella giusta proporzione piatti a base di carne ovina e suina, di verdure (particolarmente usata la melanzana) e di pesce. La Calabria è una terra aspra, soleggiata che regala profumati agrumi, olive, oltre che ortaggi e vini. Una caratteristica particolare di questa cucina è quello della lavorazione dei cibi finalizzata alla loro conservazione. Sin dal passato l'asprezza del terreno, la mancanza d'acqua nell'entroterra e le condizioni climatiche hanno influito un pò su tutta la gastronomia e hanno reso necessaria un'attenta conservazione dei cibi per poter usufruire di essi anche nei momenti di difficoltà. Diffusissime dunque su tutto il territorio sono le conserve: dai prodotti sott'olio alla conservazione degli insaccati.

Si conserva di tutto: dagli inimitabili pomodori essiccati sotto il sole estivo, alle saporitissime melanzane tagliate a filetti, alle dolcissime olive nere e verdi, che insieme ai capperi costituiscono un ottimo antipasto. E ancora carciofini, funghi porcini e cardoncelli, tipici di queste zone, nonché i piccantissimi peperoncini rossi, vero orgoglio regionale. Contadini, pastori e pescatori hanno tramandato i segreti della lavorazione degli ortaggi, delle carni, in modo particolare del maiale e del pesce spada che abbonda nelle acque antistanti Scilla e Bagnara. Particolare e diffuso sin dal passato è il 'caviale dei poveri' che riassume il senso della cucina popolare calabrese. E' fatto con le uova delle acciughe, messe sott'olio e aromatizzate con peperoncino. E' questa una ricetta che ci parla di una tradizione culinaria povera, di elementi semplici e genuini, di sapori ed odori forti… un po' come tutta la gastronomia calabra. La gastronomia calabrese offre una grande varietà di prodotti tipici come la famosa 'Nduja di Spilinga, la Cipolla Rossa di Tropea, il Pecorino del Poro, l'olio extravergine d'oliva, il vino e i liquori alle erbe e agrumi calabresi, dal vasto assortimento di spezie tra cui il rinomato peperoncino piccante calabrese, ai gustosi pomodori secchi, alle tante specie vegetali ed animali frutto di questo soleggiato e fertile lembo di terra, risultato di antiche tradizioni, tramandate da padre in figlio, unite a condizioni meteorologiche e geografiche invidiabili.

Il maiale è il monumento della cucina calabrese: attorno al maiale e alla sua macellazione si è sviluppata nei secoli una grande tradizione popolare di riti, leggende e usanze. Le frattaglie erano oggetto di particolare attenzione perché da esse, secondo alcune credenze popolari, si potevano trarre numerosi auspici. Da questa arte derivano i salumi più tipici della regione esportati in tutto il mondo: la celebre soppressata, composta da carne magra selezionata tra pezzi di coscia e filetto e insaporita con pepe e sale, le salsicce piccanti e dolci, le pancette affumicate, e ancora il capicollo, realizzato usando la carne che si trova tra la testa e il filetto del maiale, insaporito con sale di cava e peperoncino. Tra le specialità la trippa e la lingua di cui maggiori produttori sono i paesi della piana di Gioia Tauro.

Il caffè in Calabria rappresenta quanto di più italiano si possa conoscere, sposando tradizione ed avanguardia attraverso una serie di aziende che hanno conquistato larghe fette dei mercati nazionali ed internazionali. Arabica e classica, espresso o moka, il caffè calabrese è parte integrante delle abitudini quotidiane.

Vini e Liquori

greco di bianco Bergamotto

Di elevata gradazione alcolica e resistenti ai viaggi, i rossi calabresi si diffusero in tutto il mediterraneo fin dalla colonizzazione greca. Oggi la Calabria produce sette vini DOC, provenienti dalle zone vinicole di Bivongi, Cirò, Lamezia Terme e Castrovillari. La produzione si estende a decine di altri bianchi e rossi di pregio e unici , come a Bianco sulla costa jonica dove si coltivano vitigni di greco bianco, nerello e sangiovese. Il vino Greco di Bianco nasce dal più antico vitigno in Italia.

I liquori sono più rari in Calabria: è difficile trovare anche quello al bergamotto, di cui unici produttori al mondo. Il bergamotto, frutto dal profumo inconfondibile raccolto in una ristretta fascia costiera in prossimità di Reggio Calabria, che dà vita ad un liquore con qualità digestive. Tipici sono anche il Nocino, il liquore cremoso alle noci, il rosolio per i dolci, e le grappe, distillate nell'area Aspromontana. Anche in Calabria si produce l'ormai diffusissimo Limoncello, ottenuto dalla semplice macerazione nell'alcool delle bucce dei limoni che su queste coste crescono rigogliosi.



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