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In generale

Costiera Amalfitana Costiera Cilentana Capri, grotta azzurra Vesuvio

Sole, arte, natura e buona tavola. E’ proprio vero: la Campania non si fa mancare nulla. La costiera amalfitana e cilentana sono i luoghi costieri più noti e centri di grande interesse turistico, con il capoluogo di regione, Napoli, tra le città più cantate e citate in ballate e poesie note in tutto il mondo. Vere e proprie perle turistiche sono le isole di Capri e di Ischia. Tra i siti di maggiore interesse artistico si segnalano la Reggia di Caserta dell’architetto Vanvitelli, la valle dei templi di Paestum, Pompei con gli scavi archeologici ed Amalfi, gloriosa repubblica marinara.

Impossibile non citare gli itinerari naturalistici, primo fra tutti il Vesuvio, ormai icona mondiale della costa napoletana, e gli scenari selvaggi delle zone interne del Sannio e dell’Irpinia. Per gli amanti della campagna, in questa regione le aziende agricole permettono non solo di trascorrere un periodo di relax ma anche di diventare protagonisti della vita contadina.Inoltre la Campania è una delle regioni in cui, per vocazione naturale, il sistema turistico che si basa sulle strade del vino offre una molteplicità di spunti al visitatore che decida di abbinare, alle classiche mete del turismo di massa, una o più tappe nei luoghi di produzione vinicola. Una vacanza in questa meravigliosa terra del sud è un compendio di esperienze ed emozioni diverse, tutte da vivere all’ennesima potenza. La Campania è pronta ad accogliere il turista che ama il verde ed i sapori.

La Campania è una regione dell'Italia meridionale. Conta 5.808.886residenti che la collocano al secondo posto per abitanti (dopo la Lombardia) e al primo per la densità. Il suo capoluogo è Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il Mar Tirreno, a nord-ovest con il Lazio, a nord col Molise, a nord-est con la Puglia e ad est con la Basilicata. Il nome Campania deriva dal termine latino campus, che vuol dire campagna, e per commistione linguistica, dal termine osco Kampanom, con il quale si indicava l'area nei pressi della città di Capua.


Cenni storici

Reggia di Caserta Pompei Maschio Angioino Galleria Farnese Arte contemporanea - Vesuvio

Come altre zone dell'Italia meridionale, fu soggetta a colonizzazione grecacoste dai Greci, che fondarono la città di Cuma. Ma nel VI sec., le zone interne della regione furono occupate dagli Etruschi, che diedero vita ad una lega di dodici città con a capo Capua. La lega e Cuma entrarono presto in conflitto, tra il 524 e il 474 a.C., e la prima ebbe la peggio. Nella seconda metà del V sec. a.C., iniziò l'invasione dei Sanniti venuti dalle montagne, e Capua (nel 440 circa) e Cuma (425 circa) furono conquistate. Gli invasori imposero il loro dominio e la loro lingua, mescolandosi in parte con la popolazione locale, e dalla fusione dei due popoli derivò la popolazione degli Osci, molto diversi dai Sanniti, tanto che, quando una seconda ondata scese dalle loro montagne per invadere la Campania, Capua si rivolse a Roma per essere difesa (343 a.C.). Da qui l'origine delle tre guerre sannitiche (343-290 a.C.), il cui esito fu l'occupazione di tutta la regione, sia interna sia costiera, da parte dei Romani, che vi fondarono parecchie colonie. Con la discesa di Annibale, Capua ed alcune città minori, si organizzarono contro Roma nella seconda guerra punica, ma nonostante questo la regione subì un profondo processo di romanizzazione, conservando però caratteri greci in alcuni centri, come Napoli e Pompei.

Dopo aver fatto parte, con il Lazio, della prima regione d'Italia, la Campania divenne sotto Diocleziano una provincia a sé, mantenendo la sua unità anche sotto gli Ostrogoti e i Bizantini. Con l'occupazione longobarda di Benevento (570 circa), la regione fu divisa tra il ducato di Benevento, comprendente Capua e Salerno e Napoli e la regione costiera centrale, sotto il controllo dell'Impero Romano. Amalfi, invece, arricchitasi coi traffici marittimi, riuscì nei sec. IX-XI a divenire un fiorente ducato indipendente.

Dopo la definitiva conquista di Napoli, da parte dei Normanni, nel 1139, la Campania, nei sec. XII e XIII, fu compresa nel regno di Sicilia, divenendo a turno prima possesso degli Angioini e poi degli Aragonesi, sino all'inizio del XVI sec. Dopo gli Spagnoli (1503-1707) e gli Austriaci (dal 1707 al 1734) la storia della Campania, con l'avvento al trono di Napoli di Carlo VII di Borbone (1734), coincide con quella del nuovo regno di Napoli e Sicilia, e poi con quella della Repubblica Partenopea e del Regno delle Due Sicilie. Il periodo successivo all'unificazione d'Italia (1860), fu caratterizzato da gravi problemi economici e politici, come il risanamento di Napoli, dove nel 1884 scoppiò una grave epidemia di colera. Nella Seconda Guerra Mondiale gli Alleati effettuarono un sanguinoso sbarco a Salerno (9 settembre 1943) e presero Napoli, quando ormai la città era stata evacuata dai Tedeschi. La Campania fu molto colpita dalla guerra, soprattutto nella sua parte settentrionale, dove si verificarono una serie di aspri combattimenti fra Alleati e Tedeschi, che andarono avanti fino all'inizio del 1944.


Cucina campana

Pizza Paccheri Mozzarella babba

La cucina della Campania è una cucina che mantiene distinti quelli che sono i sapori naturali e ne esalta la freschezza e la genuinità .... uno stile questo che ritorna continuamente dalla pizza ai purpetielli affogati, dal leggendario ragù ai dolci ed ai liquori. La cucina napoletana che per influenze storiche rimanda a quella degli antichi greci, degli spagnoli e dei francesi, ha influenzato un po' tutta la cucina campana che comunque presenta caratteristiche variegature all'interno del suo stesso territorio.

Il vero successo della cucina napoletana è la pizza. La pizza è la creazione più celebre di tutta la cucina napoletana ed è un'invenzione molto antica. In passato, un primo tipo di pizza si faceva in epoca romana, ed era una specie di focaccia di grano. Ma la pizza per antonomasia, fragante, gustosa e croccante diventò presto popolarissima presso il popolino, ma anche presso baroni e principi: dominava i ricevimenti dei Borboni, che ne erano ghiotti, e Ferdinando IV arrivò a farla cuocere nei forni di Capodimonte, gli stessi dai quali uscivano le preziose ceramiche artistiche. Si narra che anche i sovrani piemontesi si lasciarono conquistare da questo umile cibo meridionale: fu per Margherita di Savoia che nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito creò la patriottica pizza "tricolore" in cui bianco, rosso e verde erano costituiti da mozzarella, pomodoro e basilico e che da allora si chiama appunto "pizza Margherita".

Altre specialià sono costituite soprattutto da primi piatti a base di pasta fatta a mano di varie forme e misure. Le più comuni sono i fusili, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette. Lungo il Golfo di Napoli, spicca la pasta di Gragnano, i famosi paccheri, con trafila dorata e alta aderenza ai sughi. Fusilli 'a napulitana,Rise 'a piscatora (risotto alla pescatore), Rise cu 'o niro 'e seccia (riso al nero di seppia), Pasta e patane, Pasta cu' 'e fave, Vermicielli 'a Vesuviana, Cavericiore cu 'a pasta (cavoli con la pasta), Zuppa 'e suffritto (zuppa con le interiori del maiale), Vermicielli 'a caprese, Maccaruncielle lardiate, Lampe e tuone (tagliatelle con i ceci), Zuppa 'e fasule, Paccare 'o furno, 'A Lasagna… E per secondo: Purpetielle affocate, Alice 'mbuttunate,'O Baccala', Treglie 'ncartoccio, Cefaro alla Pusilleco...per concludere poi in bellezza con i dolci tipici: Zeppole 'e S.Giuseppe, 'O babba', 'E chiacchiere, 'O sanguinaccio, seguiti da un gustoso limoncello.


Vini e Liquori

Greco di Tufo Doc Vesuvio Limoncello Liquore Strega

Tre vitigni autoctoni spiccano sugli altri: l'Aglianico, a bacca rossa, il cui nome deriva da "ellenico" ed ha origine greca, il Greco, a bacca rossa e bianca, anche questo di origine greca come suggerisce evidentemente il nome, ed infine il Fiano, a bacca bianca, il più antico di origine fenicia ed il Greco di Tufo, entrambi bianchi ed entrambi ottenuti da vitigni autoctoni di antica origine da cui prendono il nome. La zona che esprime il meglio dal punto di vista qualitativo della produzione campana è quella di Avellino. Zona collinare che si estende intorno alla città omonima, dà origine alla prima, in ordine temporale, D.O.C.G. del meridione: il Taurasi. Considerato il barolo del sud, ottenuto dall'antico vitigno autoctono Aglianico, ha colore rubino intenso tendente al granato e profumo caratteristico ed etereo.

Intorno al capoluogo campano si sviluppa la zona di Napoli che comprende anche le isole di Ischia e Capri. Zona dove la viticoltura si sposa con l'incomparabile bellezza dei paesaggi: dalle pendici del vulcano Vesuvio, alle terrazze a picco sul mare della penisola di Sorrento, ai muretti a secco di tufo dell'isola di Ischia, dove la viticoltura paradossalmente si può considerare di "montagna", è un susseguirsi di scorci unici e meravigliosi. Qui nascono vini di limitata produzione ma di antiche tradizioni, il cui nome richiama il luogo di origine, come le D.O.C. Vesuvio, Ischia e Capri.

A fine pasto è d'obbligo il liquore Strega che può a buona ragione essere considerato la bandiera alcolica di Benevento, dove questo celebre liquore è stato prodotto per la prima volta nel 1860 da Giuseppe Alberti. Si tratta di un'infusione di radici di angelica e altre erbe aromatiche con aggiunta di polvere di zafferano. Questa mistura, tenuta in alcool per un periodo determinato, lo aromatizza concludendo la prima fase di lavorazione. Successivamente il liquore, filtrato, viene trasferito in botti di legno dove invecchia a lungo. Ha sapore amabile, delicato e una gradazione attorno ai 45°C. Da qualche decennio lo Strega ha varcato i confini di questa zona ed è pertanto prodotto su larga scala industriale. Ma vero cavallo di battaglia è il famosissimo Limoncello.

Il limoncello è un ottimo digestivo se servito freddo. Qualcuno lo preferisce a temperatura ambiente, magari mescolato in acqua tonica o champagne. Ultimamente, è in voga il suo utilizzo su gelati e macedonia. In Campania, nella terra principe della sua produzione, il limoncello chiude soprattutto il pranzo o la cena: è oramai diventato un rito sociale quasi al pari del caffè.



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