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Soggiornare in Friuli Venezia Giulia costituisce una delle esperienze più interessanti ed affascinanti dell’offerta turistica dell’Italia intera. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è da sempre una regione che vive degli influssi di diverse culture, da quella teutonica a quella slava, che si riflettono negli usi e nelle tradizioni millenarie. Numerose sia le country house dislocate sul territorio, sia a ridosso della costa , che nella pianura di Gorizia, Udine e Pordenone che le baite di montagna ed i rifugi nella zona del Tarvisiano, in Carnia, ai confini con Austria e Slovenia.
Numerosi anche i parchi e le zone protette da visitare con il supporto di una guida esperta. Non si può, inoltre, ignorare Trieste, in classico stile imperiale, e molto vivace dal punto di vista culturale, con la sua piazza principale che affaccia sullo splendido golfo. Anche a ridosso dei centri più grandi sono numerosi gli agriturismi che abbinano ad una vista nelle città, la pace e la tranquillità di un soggiorno all’aria aperta.
Il Friùli (Friûl in friulano, Forum Iulii in latino, Furlanija in sloveno, Friaul in tedesco) è una regione storico-geografica che corrisponde alle odierne province di Udine, Pordenone, Gorizia. L'appartenenza al Friuli del Mandamento di Portogruaro, in provincia di Venezia e del comune di Sappada, attualmente in provincia di Belluno, pur trovando ampio riconoscimento nella dottrina, non viene universalmente accettata ed è, da lungo tempo, oggetto di discussione. Capitale storica e città più importante del Friuli è Udine già sede, in età medievale, del Patriarcato di Aquileia. Se si include il Mandamento di Portogruaro, centri principali oltre a Udine, sono Pordenone (capoluogo di provincia), Gorizia (capoluogo di provincia), Portogruaro, Sacile, Codroipo, Cervignano del Friuli, Cividale del Friuli, Gemona del Friuli, Tolmezzo.
Prima della conquista romana, avvenuta verso la fine del III secolo, le popolazioni liguri del Friuli erano già state invase dai Celti (V secolo). Una volta fondata Aquileia (181 a.C.), divenuta ben presto uno dei centri più importanti della penisola, il Friuli fu incluso da Augusto nella X regione, la Venetia, e durante il declino dell'Impero di Roma, questa regione fornì il punto d'ingresso per le popolazioni barbariche. Devastata Aquileia dagli Unni, nel 452 d.C., la regione assistette all'affermarsi progressivo di Cividale, divenuta capitale del ducato omonimo, sotto i Longobardi (568-776).
Pesantemente colpita dall'invasione degli Avari (inizio VII sec.), il Friuli longobardo vide distrutta la sua capitale ed i suoi maggiori centri urbani. Carlo Magno annesse la regione alla marca d'Austria, eleggendo Cividale a capitale del territorio, comprendente al tempo anche l'Istria e la parte sud orientale del Tirolo (796). Devastata nuovamente anche dagli Ungari e divisa in quattro frazioni (828), sotto Ottone I, la regione fu dominata dalla marca di Baviera (952), e restò sotto al domino degli Ottoni fino al 1420. Durante il Rinascimento, con il succedersi di battaglie tra signorie rivali, Venezia iniziò la sua espansione sul retroterra italiano, conquistando Aquileia, e tenendo sotto al suo controllo il Friuli, per quasi quattro secoli, fino alle campagne di Napoleone Bonaparte. Conquistato da Napoleone, il Friuli fu ceduto all'Austria, dal 1797 al 1805, con il trattato di Campoformio.
Ritornato all'Austria nel 1814, dopo la partecipazione al Regno Italico (1805-1814), con la Terza Guerra d'Indipendenza (1866) fu annesso al regno d'Italia, fatta eccezione per la provincia di Gorizia che fu unita all'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Il Friuli è un territorio sempre apprezzato per i suoi sapori e il suo territorio. Il Friuli è una regione povera che presenta una gastronomia semplice, in cui dominano i prodotti che la natura offre in un territorio così fertile e straordinario.E' una cucina poco sofisticata in cui dominano patate, rape, ortaggi che vengono coltivati nella fertile pianura che si affaccia fino alla costa. Il tipico "mangiar friulano"è caratterizzato da una pietanza profumata e gustosa che viene preparata in mille modi diversi,tutti originali: la minestra. Le minestre sono gustose e semplici da riprodurre e ne esistono svariate varietà arricchite con svariati ingredienti:zuppe, minestrine, minestroni, minestre dolci e minestre forti, minestre adatte a tutte le occasioni. La più caratteristica e famosa un po' ovunque è la «minestra di fagioli»: sapororitissima, cotta a lungo in pentole di coccio dove i fagioli, piccoli e rossi si insaporiscono con lardo e aromi vari.
In Friuli Venezia Giulia uno dei vanti della cucina regionale è il prosciutto San Daniele, il migliore d’Italia e del mondo. Rispetto al prosciutto di altre zone italiane si caratterizza per la dolcezza delle sue carni e la perfetta stagionatura. Da gustare come antipasto tipico c'è il Frico, misto di formaggio magro e formaggio carnico rosolato in olio e cipolla, oltre alla Granzievola a la triestina, e cioè le granceole in olio sale e pepe. A Trieste come primo viene proposto il Brodeto a la Triestina, una zuppa di pesce arricchita di molluschi e crostacei per la quale si usano pesci piccoli, chiamati minudaia. Il formaggio carnico stravecchio è l’ingrediente principe per l’imbottitura di un altro succulento primo piatto, gli agnolotti carnici.
Tipica ed esclusiva è la Jota, una minestra di ortaggi e farina insaporita con brovade, che altro non sono che rape lasciate per un mese a macerare nel vino, mentre la paparot è una minestra di spinaci mescolati a diversi tipi di farina.
La Sacher e la Dobos, due torte della cucina austriaca, sono state da tempo adottate come prodotto tipico regionale. Il più made in Friuli è la Gubana, una sorta di focaccia dolce, che nella zona di Trieste prende il nome di Putizza, per la quale, al posto dello zucchero viene usato il miele. Per il resto gli ingredienti sono simili, ma ancora non è stato stabilito il primato di bontà delle due ricette.
Vini rossi e bianchi friulani offrono una discreta scelta da abbinare alla cucina regionale. Manca in realtà un vino rosso forte e corposo da abbinare ai piatti ed ai sapori più decisi, ma spesso, alcuni vitigni, con opportuni invecchiamenti danno ottimi risultati, come nel caso del Cabernet Sauvignon del Merlot e del Pinot nero. Più vasta l’offerta dei vini bianchi: Si va da ottimi Tocai, ai Resling italiani, allo chardonnay.
Ottima anche la proposta riguardante gli spumanti e da non sottovalutare la produzione di grappe soprattutto a ridosso della fascia alpina.
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