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L'intera regione, pur vivendo sempre un po' all'ombra di Roma, una delle città più belle e ricche del mondo, presenta innumerevoli attrattive turistiche in grado di soddisfare ogni interesse e i gusti più diversi. Sono molti, ad esempio, gli itinerari religiosi che, seguendo i percorsi dell'arte sacra, guidano il visitatore alla scoperta di monasteri e antiche abbazie. Da un punto di vista storico, a parte lo splendore indiscutibile e sempre affascinante di Roma, località quali Tuscania, Canino, Tarquinia, Barbarano Romano, Capranica offrono lo spunto per escursioni che si snodano sulle tracce della civiltà etrusca. Il Nord del Lazio è zona di antiche attività vulcaniche. I Monti Volsini, Cimini e Sabatini fanno da cornice ad antichi crateri, oggi occupati dai laghi di Bolsena, di Vico, di Bracciano, che creano pittoreschi scorci paesaggistici. L'ampia valle del Tevere divide Viterbo da Rieti e si protende verso il Mar Tirreno, accogliendo Roma, la città eterna, capitale d'Italia. Nella parte più meridionale si trova la Ciociaria, con le sue ampie zone montuose dominate dalla città di Frosinone, mentre la provincia di Latina abbraccia i territori dell'Agro Pontino, risanati in epoca fascista.
Le coste laziali sono basse e pianeggianti e ospitano rinomati centri balneari quali Fregene, Ostia, Anzio, Sabaudia, Sperlonga e Gaeta. Piccole perle al largo della costa, ecco le isole Ponziane (o Pontine): Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene, tutte di origine vulcanica e ricche di storia. Da non tralasciare è il turismo termale, di forte richiamo per coloro che giungono in Lazio. Il concetto della cura di sé, già noto agli antichi Romani, rivive nei numerosi centri termali: le Terme Stigiane, le Terme dei Papi, di Cotila, di Cretone, di Abule, di Pompeo, di Fiuggi e di Suio rappresentano delle vere e proprie fonti naturali del benessere. Per chi cerca un po' di frescura e relax i "Colli Albani" sono la meta giusta grazie ai piccoli centri detti "I Castelli Romani", gruppo di paesi al sud di Roma, che vengono spesso citati per la storia ed i prodotti gastronomici. In tutta la regione e soprattutto nella Capitale abbondano i musei, dove settimanalmente vengono ospitate mostre d'importanza internazionale. Ma il Lazio è anche ricco di verde e paesaggi naturali incantevoli, in questa regione infatti si trovano due storici parchi nazionali: il Parco del Circeo ed una parte del Parco nazionale dell' Abruzzo, ma anche riserve forestali e marine. Regione ricca di paesaggi e divertimento, sa sempre come intrattenere il turista durante il suo soggiorno.
Il Lazio è una regione amministrativa dell'Italia centrale di oltre 5,5 milioni di abitanti, con capoluogo Roma. Confina a nord-ovest con la Toscana, a nord con l'Umbria, a nord-est con le Marche, a est con l'Abruzzo ed il Molise, a sud-est con la Campania, a sud-ovest con il Mar Tirreno ed al suo interno con la Città del Vaticano.
Il Latium, territorio originariamente abitato dai Latini, con l'ampliarsi delle conquiste romane, incluse anche i paesi degli Ernici, degli Equi, degli Aurunci e dei Volsci, così che i suoi confini vennero estesi fino ai Marsi, ai Sanniti e alla Campania. Questo nuovo e più ampio territorio prese il nome di Latium novum in contrasto con il Latium vetus, che indicava il Lazio nella sua primitiva estensione. Nell'ordinamento amministrativo dell'Italia, ad opera di Augusto, il Lazio, costituì insieme con la Campania la I regione, divenendo di fatto estensione di Roma. Questa regione tornò ad avere una storia autonoma solo dopo la guerra gotica (535-553) e la conquista bizantina, poiché il "ducato romano" divenne dominio dell'imperatore d'Oriente. Ma presto, a causa delle lunghe guerre combattute contro i Longobardi, il territorio venne lasciato privo di difese, e venne conquistato dal vescovo di Roma, che possedeva già nella regione ampi possedimenti. La Chiesa fu quindi fu in grado di rafforzare il suo potere politico territoriale, grazie anche alla consegna di Sutri da parte del re longobardo Liutprando a papa Gregorio II (728) e di Bomarzo, Amelia e Orte a papa Zaccaria (742). Parallelamente però il rafforzarsi dell'aristocrazia laica ed ecclesiastica, che aveva la sua base in questa regione, diede vita ad una pluralità di poteri in costante concorrenza tra loro, portando i vari signori ed il vescovo di Roma a contendersi continuamente porzioni di territorio laziale, sino alla metà del XVI sec..
Molti papi, come Innocenzo III (1198-1216), tentarono, inoltre, di rafforzare il loro potere territoriale, cercando di affermare la propria autorità sulle province della Tuscia, Campagna e Marittima attraverso funzionari della Chiesa (rettori), al fine di abbattere la potenza dei Colonna. Durante il periodo avignonese (1309-1376), però, la lontananza del papa da Roma favorì il potere dei signori feudali, ai quali si opposero le vivaci resistenze dei Comuni minori e, soprattutto di Roma, che con Cola di Rienzo provarono a proporsi come antagonisti del potere ecclesiastico. Ma la restaurazione dell'autorità pontificia, tra il 1353 ed il 1367, portò ad un totale recupero del Lazio e del resto degli Stati Pontifici, provvedendo anche al riordinamento sia amministrativo che legislativo delle terre riconquistate. Dalla metà del XVI sec., con la vittoria definitiva del potere pontificio, la storia del Lazio perdette la sua autonomia, confondendosi con quella degli Stati Pontifici, nel quale formava le province del Patrimonio di San Pietro (con un governatore a Viterbo) e di Marittima e Campagna (con un governatore a Frosinone). Dopo le parentesi della Repubblica Romana del 1798-1799 e dell'annessione della regione alla Francia, da parte di Napoleone I, in qualità di dipartimento di Roma (1808-1814), il Lazio tornò nuovamente a far parte degli Stati Pontifici, con un nuovo ordinamento amministrativo, che divideva il territorio nella "comarca di Roma" (distretti di Roma, Tivoli e Subiaco) e nelle delegazioni di Velletri, Viterbo, Civitavecchia e Frosinone. La regione fu riunita al regno d'Italia nel 1870 quando, dopo l'abbandono di Roma da parte delle truppe francesi, il generale Cadorna entrò in territorio pontificio (12 settembre), occupando Roma il 20 settembre.
La cucina laziale è rappresentata in gran parte da quella romana nella quale sono convogliate tutte le specialità delle tradizioni culinarie della regione. La cucina del Lazio offre una notevole varietà di piatti e prodotti tipici. Nel corso dei secoli la gastronomia laziale non ha subito molte influenze. Probabilmente ha importato dall' Abruzzo l'abbacchio al forno, dalla cucina Umbra la tradizione norcina e dalla Toscana l'uso di spezie e aromi sul pesce. Ovviamente la cucina del Lazio non può prescindere dalle ricette tipiche di Roma. Simbolo della romanità a tavola (anche se per onor del vero traggono origine da Amatrice, piccolo centro in provincia di Rieti) sono i bucatini all’amatriciana, piatto a base di strutto, guanciale, pomodoro, peperoncino e pecorino. I buongustai sostengono che la vera amatriciana è quella in bianco. L’effetto finale è comunque sublime in entrambi i casi. I bucatini cacio e pepe appartengono, invece, alla tradizione delle borgate della capitale, così come gli gnocchi alla romana e la pajata, ovvero un piatto di rigatoni conditi con un sugo a base di budella di vitellino da latte cotte con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco, pomodoro e peperoncino. Diffusi ormai in tutta Italia, ma di origine romana, sono anche gli spaghetti alla carbonara. Tra i secondi, il piatto più caratteristico della cucina laziale è l’abbacchio alla cacciatora. Di solito, l’abbacchio è servito sotto forma di spezzatino cotto al forno con aglio, rosmarino, vino bianco, acciughe e peperoncino. Da provare anche le "bracioline d’abbacchio" in casseruola e la coratella d’abbacchio. Altro piatto “povero” è la coda alla vaccinara, stufata in un ragù ricco di odori e cioccolato amaro. A base di vitello è il saltimbocca alla romana, arricchito da prosciutto e salvia. Passando al pesce, piatto tipico della cucina laziale è il baccalà in guazzetto (filetti infarinati saltati in padella con un fondo di salsa di pomodoro, acciuga, olive e pinoli). Nella zona dei Castelli da non perdere la porchetta.
Un buon secondo di carne può essere accompagnato dai carciofi alla giudia, piatto di origine ebraica, o (specie nella zona di Velletri) dai carciofi alla matticella. Tipiche della tradizione romana sono le frattaglie che i macellai romani selezionano con molta cura. Molte ricette romane fanno uso di ortaggi coltivati nella campagna romana come ad esempio i famosi carciofi romanechi, la frittata con le zucchine, utilizzando l' olio extravergine di oliva DOC. Alcuni dei più conosciuti prodotti tipi del Lazio sono :le coppiette (listelli di carne di cavallo lunghi circa 20 cm, impregnati di peperoncino e messi a stagionare circa 60 gg legati fra loro). Questo prodotto è ancora molto in voga ad Amatrice (Rieti), Guarcino e Vico (Frosinone). La mortadella di Amatrice (Rieti) è una mortadella di piccole dimensioni fatta con carne magra di cavallo e condita con sale e pepe macinato, al centro della quale c'è un occhietto di lardo. La mortadella prima di essere stagionata all'aria aperta, viene leggermente affumicata. Il prosciutto di Bassiano (Latina) si caratterizza perchè aromatizzato con vino bianco, aglio e pepe ed è stagionato per circa un anno. Il prosciutto di Guarcino (Frosione) prima di essere stagionato per 15-16 mesi viene aromatizzato con vino rosso, peperoncina e sugna. Il prsociutto cotto di Cori (Latina) pesa di media 9-12 Kg ed è stagionato per 4-6 mesi. Prima di essere stagionato viene cotto per 3-4 ore dopo essere stato lavato e aromatizzato con rosmarino e salvia.
La caciotta romana è una ricotta tipicamente di latte intero di pecora misto ad altro latte (alcune varianti sono solo di latte di pecora). Di colore giallo paglierino, forma rotonda e delicato sapore , la caciotta romana può essere mangiata fresca (dopo 2-3 giorni) o può essere conservata in ambienti freschi. La marzolina è un formaggio tipicamente della provincia di Latina e Frosinone e si produce tipicamente tra marzo e maggio. Fatto di latte di capra viene stagionato per 2 settimane (più è stagionato più è intenso il gusto).
Il pecorino del pastore viene prodotto nelle province di Latina, Frosinone e Rieti. E' ricavato dal latte grasso di pecora e viene stagionato per 5-6 mesi (alcune volte sotto uno strato d'olio). Con l'avanzare della stagionatura il sapore dolce diventa piccante. La mozzarella di bufala campana DOC viene prodotta nella provinci di Frosinone, Latina, Roma e nella regione campania. E' il simbolo dell' Italia nel mondo. La ricotta romana DOP è una ricotta tipica di tutta il Lazio e viene prodotta tra novembre e giugno con latte intero di pecora. Morbida, spalmabile e leggermente granulosa ha un sapore molto delicato. Il caseus Romae è un formagio tipico del Lazio prodotto con latte intero di pecora munto nelle 24 ore. La stagionatura dura dai 3 ai 4 mesi, ma può essere consumato anche fresco.
La produzione di vino nel Lazio avviene prevalentemente nelle zone collinari. Sul Lago di Bolsena nelle colline di Frascati e Marino, nei Colli Albani, nelle colline intorno Roma e nei Piani di Arcinazzo. La produzione locale è di circa 3 milioni di Ettolitri fra vini da tavola, vini Igt (oltre 5 qualità) e vini D.o.c. (25 qualità), vino rosso e vino bianco. Storicamente i Colli Albani (intorno al Lago Albano) con i suoi terreni di origine vulcanica è la zona più importante per la produzione di vino. Il Frascati forse è il più conosciuto dei vini del Lazio nelle sue diverse tipologia: Amabile, Cannellino, Dolce, Novello e Spumante; ma ricordiamo sempre nella zona dei Castelli la Montecompatrici-Colonna e lo Zagarolo. Il Marino (vino prodotto nel versante occidentale del Lago di Bolsena) e il DOC Colli Albani sono gli altri vini prodotti nella zona del lago. Nella zona del Lago di Nemi troviamo il DOC Velletri, il Cori ed i Colli Lanuviani. In pianura vengono coltivati le uve di due vini DOC: l' Orvieto e l' Est Est Est di Montefiascone (qualità secco e abboccato). L' Aleatico di Gradoli è coltivato nella zona di Viterbo, cosi come il DOC Colli Etruschi Viterbesi (qualità Novello, Rosso, Rossetto, Rosato, Procanico, Grechetto, Moscatello e Bianco) ed il Tarquinia. Altri vini importanti del Lazio sono : il Nero buono di Cori; il San Giovese; il Montepulciano; il Cesanese; il Greghetto Vignatello (secco e spumante).
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