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In generale

Le numerose eccellenze artistiche fanno delle Marche una delle regioni d’Italia più ricche di beni culturali: 500 piazze, più di 1000 monumenti significativi, 37 rocche, 106 castelli, 15 fortezze e 170 torri, migliaia di chiese di cui 200 romaniche, 96 abbazie, 183 santuari, 72 teatri storici tutti restaurati e in attività. Nelle Marche abbiamo anche la maggiore densità di musei e pinacoteche per non parlare delle 315 biblioteche che custodiscono volumi anche di antica tradizione. La catena appenninica da un lato, la costa adriatica dall’altro e in mezzo un mare di dolci colline sulle cui sommità sono posizionate antichi borghi protetti da solide mura: questo sono le Marche, un condensato dell’Italia dove la varietà di storia, cultura e paesaggio meritano di essere scoperti. Quasi il 10% della superficie regionale risulta tutelato: numerose sono le aree protette con 2 parchi nazionali (Monti Sibillini e Gran Sasso e Monti della Laga), 4 parchi regionali (Sasso Simone e Simoncello, Gola della Rossa e di Frasassi, Monte San Bartolo e Monte Conero), e 4 riserve naturali (Abbadia di Fiastra, Montagna del Torrichio, Gola del Furlo e Ripa Bianca). Le Marche offrono ben 180 chilometri di costa, un litorale caratterizzato da bellissime spiagge di sabbia dorata, ghiaia o scoglio, pittoresche baie, porti turistici e verdi palme che si specchiano nell’azzurro dell’Adriatico.

La costa settentrionale, conosciuta come “riviera delle colline”, è caratterizzata da promontori, insenature e piccole calette di grande impatto visivo. Le spiagge sono principalmente soffici, sabbiose e prive di pericoli; una piacevole strada panoramica che, lambendo pittoreschi paesi di pescatori, attraversa il Parco Regionale del Monte San Bartolo, istituito nel 1996, conduce sino a Pesaro, la città del grande Gioachino Rossini, Fano e Marotta di Mondolfo. Via via che si procede verso l'interno questa regione delle Marche diventa sempre più bella. Insomma, sono veramente tanti i centri, nell’entroterra marchigiano, dove è possibile trascorrere vacanze tranquille in tutte le stagioni particolarmente adatte a chi vuole sfuggire all’affollamento delle località più turistiche preferendo un soggiorno fatto di passeggiate a piedi o a cavallo, escursioni in canoa e gite in mountain bike.

Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1.542.106 abitanti con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna, la Repubblica di San Marino, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio e il Mar Adriatico.

Cenni storici

Originariamente abitata, a sud, dai Piceni, e, nella fascia costiera, dai Galli Senoni, nel corso del III secolo fu conquistata quasi interamente dai Romani, che vi fondarono diverse colonie collegate a Roma dalla Via Flaminia e dalla Via Salaria. Nell'ordinamento dell'Italia, da parte di Augusto, le Marche (allora Ager gallicus), furono incluse nella VI regione (detta Umbria) e nella V regione, il Picenum. La regione, riunitasi verso il 292 d.C., fu di nuovo smembrata dalle invasioni barbariche: la parte meridionale fu sottomessa dai Longobardi e quella settentrionale fu integrata nella Pentapoli dell'Impero d'Oriente.

L'influenza della Chiesa, iniziata al tempo dei re Carolingi, fu confermata dagli imperatori germanici, a partire da Ottone I, e tra il IX e l'XI sec., si costituirono le prime marche: Camerino, Fermo e Ancona, da cui, per estensione, venne dato il nome alla regione. Da quel momento, il feudalesimo e le nuove autonomie comunali cominciarono a mettere in crisi il potere della Chiesa e l'autorità laica si affermò sempre più, tanto che, già nel XII sec., il Comune di Ancona fu in grado di contrapporsi sia alla potenza di Venezia che all'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1354, però, la Chiesa, che non voleva tollerare più lo stato di disordine delle Marche, incaricò il cardinale Egidio Albornoz di restaurare l'autorità ecclesiastica. Questi intraprese con energia l'opera di riconquista e di pacificazione nelle Marche, e, a Fano nel 1357, fece accogliere le Constitutiones aegidianae, delle leggi che determinavano la nuova sistemazione politica della regione, e che rimasero in vigore fino al 1816. La situazione di disordine politico, però, non si stabilizzò e la Chiesa dovette spesso tentare di smorzare gli eccessi dei feudatari ribelli.

Nel 1797, la Francia, che aveva occupato lo Stato Pontificio, estese le sue conquiste alle Marche e permise la costituzione della repubblica di Ancona che poi con Fano, Senigallia e Ascoli venne unita alla Repubblica Romana (1798-1799). Ritornata possesso della Chiesa, dopo questa parentesi, le Marche furono annesse da Napoleone al Regno Italico (1808-1813), con l'occupazione di Gioacchino Murat (1813-1815), e poi di nuovo ritornarono sotto il dominio pontificio, e vi rimasero fino a quando, dopo la battaglia di Castelfidardo (settembre 1860), furono occupate dall'esercito piemontese e annesse al regno d'Italia, col plebiscito del 4 novembre 1860.

La cucina marchigiana

Le Marche rappresentano un punto di incontro tra le gastronomie del nord e del sud Italia. Domina, in particolare sull'Appennino umbro-marchigiano, una cucina fatta di sapori forti, decisi in cui dominano il tartufo (presente in questa regione in qualità molto pregiata), i funghi e le olive (tipiche delle marche sono le grosse e succose olive che costituiscono uno dei più famosi piatti della regione: Le olive all'ascolana Le gigantesche olive di questa zona hanno una fama vecchia di secoli.). I piatti forti sono a base di carne, tra le quali spicca la saporitissima porchetta. , tra cui spicca la saporitissima porchetta che viene preparata ancora secondo antiche tradizioni e che accompagna moltissimi piatti. Sulla costa invece si può gustare una grande quantità di prodotti ittici. Piatto simbolo è il brodetto di mare,che ogni città marchigiana personalizza con l'aggiunta di qualche alimento.

Abbondano crostacei, frutti di mare e pesce azzurro insaporito da erbe aromatiche ed olio d'oliva.

I dolci delle Marche sono per lo più a base di frutta secca e mandorle. Il più tipico è probabilmente il frustingolo, fatto di uvetta, fichi secchi, noci, mandorle e cioccolato amaro. Poi i caciuni, 'calzoni' dal singolare ripieno di pecorino, limone e zucchero, le beccate con mandorle, pinoli e noci.

I vini

Sono diffusi i vigneti Sangiovese, Montepulciano, Trebbiano e Verdicchio. Il vino più famoso è senz'altro il Verdicchio, un bianco che si sposa benissimo con i piatti di mare. Ne esistono diverse varietà.

Le Marche hanno un vino per ogni contrada, ognuno con le proprie caratteristiche, ma tutti vanno per il mondo e tutti, in particolare il Verdicchio, sono considerati eccellenti; di questi ben 15 sono vini DOC (Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esino, Falerio dei Colli Ascolani, I Terreni di San Severino, Lacrima di Morro d’Alba, Offida, Pergola, Rosso Conero, San Ginesio, Serrapetrona, Rosso Piceno, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica) e 2 vini DOCG (Rosso Conero e la Vernaccia di Serrapetrona).


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