1. Risorse
  2. Notizie
  3. Meteo
  4. Dormire
  5. Mappa

"gomorra"

'Ho scritto la sceneggiatura insieme a maestri come Massimo Gaudisio, Ugo Chiti, Gianni di Gregorio e Maurizio Braucci. Maurizio, che per me e' come un fratello, e' stato preziosissimo. Lui ascolta come nessuno il ventre e il cuore di Napoli. All'inizio quando sono iniziate le riprese, oscurando il vero nome del film, ha avuto problemi con i clan e gli ambienti camorristici che volevano leggere la sceneggiatura, porre veti. E' stata la festa a risolvere tutto. La festa mi dirai? Si, il piacere di girare un film sulla loro realta'. Le persone hanno deciso di farlo, hanno deciso che volevano recitare e cosi' tutti, dai ragazzi di Scampia ai ragazzini Rom, hanno preso parte al film. I boss non hanno potuto che lasciar fare. Nelle Vele, a Scampia, c'era voglia di partecipare al film. Ognuno nella parte di se stesso, o quasi '. (Roberto Saviano) Un manifesto nero su cui esplode la scritta fucsia 'Gomorra', scritta con caratteri 'impact ' e pesante come un macigno. Il nero dell'assenza, degli anfratti di Scampia, del baratro dell'esistenza, della morte improvvisa e banale, del sonno della ragione, dello stato che non c'e'. Il fucsia, violento e invadente delle canzoni di Gigi D'alessio, dei trucchi troppo marcati sui visi di giovani donne gia' troppo vissute, delle magliette 'Made in America ' che servono per giocare a Scarface, delle docce solari che trasformano in 'mostri ', delle macchine truccate che attraversano luccicanti l'inferno delle Vele. 'Gomorra' potrebbe gia' essere tutto nell'estetica del manifesto, un contrasto allucinante dell'oscurita' che nasconde e del colore che esplode, che riecheggia il perbenismo e la compostezza dell'imprenditore della camorra che smaltisce (?) i rifiuti con l'aiuto delle braccia nere della schiavitu' e con i colori vivaci delle magliette dei piccoli Rom che guidano i camion, ma anche il divertimento e la spensieratezza dei 'piccoli Gangster ', che nel nero bruciato delle ville di Casal di Principe diventano emuli coloratissimi di Tony Montana e giocano a fare la guerra ai colombiani virtuali. In 'Gomorra' si spara nel vuoto del cielo plumbeo che sovrasta un mare che odora di morte; si spara di fretta perche' non c'e' tempo e la vita va bruciata il piu' in fretta possibile; si spara nei solarium, dove i 'divi 'della camorra emulano i divi televisivi e tra una manicure, una lampada e una cura alle sopracciglia, improvvisamente arriva una pioggia di pallottole a stroncare sogni mai esistiti; si spara nel profondo della terra, sotto la superficie, perche' e' li che si diventa 'grandi '; si spara tra le barriere di Scampia perche' qualcuno l'ha deciso e c'e' sicuramente qualcuno pronto a farlo perche' 'o sei con noi o sei contro di noi '; si spara per diecimila euro perche' questo e' il prezzo che vale una vita umana, poi, forse, arriva anche la motocicletta e allora 'il colpo vale la pena '. Si spara e basta con armi sempre uguali e sempre diverse, che fanno rumori secchi, che sono lorde di sangue, che 'assomigliano a quelle di Nikita', che si nascondo sotto la maglietta taroccata o che si tengono su con l'elastico delle mutande. In 'Gomorra' si fa del bene, si aiutano gli amici che in cambio ti cedono un terreno dove puoi scaricare le scorie delle fabbriche; si favoriscono gli imprenditori del Nord che vogliono risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti tossici e a cui importa solo 'che il lavoro sia clean, come dicono gli americani ', perche' in fondo e' 'cosi' che funziona il sistema ' e per salvare un operaio di Mestre bisogna far morire di tumore una famiglia a Mondragone; si va a lavorare per i cinesi, perche' pagano di piu', ma bisogna mettere in conto che gli amici possono non gradire e che una pallottola puo' sempre arrivare. Si deve scegliere, se stare con gli scissionisti o rimanere con il proprio clan perche' 'c'e' la guerra e tu non ne puoi stare fuori '. In 'Gomorra' si assolvono tutti e non si condanna nessuno (ma vale anche il ragionamento inverso), perche' tutti siamo responsabili, ma nessuno di noi si sente tale; si contano i soldi, a mazzette, a montagne, a spiccioli, e se poi finiscono, si puo' sempre fare una rapina. In 'Gomorra' il Male e' quotidiano, nascosto nella routine, vivo nei balli, chiuso negli abitacoli delle macchine, seduto negli uffici delle aziende, nascosto dietro le porte posticce delle Vele; ti aspetta su una spiaggia deserta, ti sbuca alle spalle, ti scopre dietro un finestrino rigato dalla pioggia, ti rapisce mentre sei tra le braccia di una prostituta and hellip;e' ovunque e in nessun luogo. Lo stato e' un ombra nella folla, un scritta sulla fiancata di una macchina meta' azzurra e meta' bianca, un lampeggiante che brilla nella notte fatiscente che scende dentro le Vele anche durante il giorno. Lo stato non c'e', perche' 'il sistema funziona cosi' '. L'uomo del Nord vede 'Gomorra' e dice che ha Napoli e' cosi'. L'uomo del Sud vede 'Gomorra' e dice che a Napoli e' cosi', ma che dal Nord inquinano i nostri terreni. Il contadino vede 'Gomorra' e dice che per mangiare si puo' vendere un terreno a chi vuole smaltire i rifiuti, tanto poi si copre tutto e si semina di nuovo. L'imprenditore vede 'Gomorra' e dice che smaltire costa troppo, quindi se si puo' risparmiare e' meglio, l'importante 'e' che sia clean, come dicono gli americani '. L'Italia vede 'Gomorra' e dice 'che il sistema funziona cosi' '. Lo straniero vede 'Gomorra' e ha paura and hellip; Fabrizio Fogliato

Canale: lifestyle - Autore: La Voce - Data: 17 Maggio 2008 - Cerca simili - Permalink - Condividi

Schermo intero Pagina originale