Info Regione:

In Generale

Un viaggio in Piemonte significa addentrarsi in un mondo magico, ricco, pieno di vita e tradizione. Grazie alle varie vicissitudini e ai grandi personaggi che hanno solcato le sue terre, il Piemonte oggi offre dei veri e propri itinerari storici, tra castelli, reggie e musei unici e di grande importanza. Stupinigi E' la regione di importanti città come Torino, città magica e monumentale, divenuta famosa negli anni e diventata sede delle maggiori industrie italiane (basti pensare alla Fiat) ma anche Novara Vercelli, Asti, Alessandria, Cuneo. Ma lontano dalla vita frettolosa delle sue città, il fascino del Piemonte è nel suo paesaggio naturale: le montagne, le valli, le colline. Luoghi come il Monviso, il Parco Nazionale del Paradiso e il Monte Rosa dove nasce il grande fiume Po che, insieme con i suoi affluenti, disegna suggestivi scenari. Terra del Lago d'Orta e del Lago Maggiore, vere e proprie oasi di tranquillità. Lago maggiore Inevitabile avere i monti come meta privilegiata di piaceri e divertimento, quando lo sguardo dovunque, da destra a sinistra, si deve fermare sulle Alpi. La montagna Piemontese, per gli sport sulla neve, e' un vero paradiso: 600 km di piste per sci alpinismo e snowboard, sledgedog ed eliski; ma l'offerta e' estremamente completa anche per gli sport estivi: arrampicata sportiva, rafting, canyoning, kayak, volo libero, tennis, golf, escursionismo e alpinismo, passeggiate a cavallo, gite in mountain bike lungo i sentieri delle fortificazioni. E come non rimanere incantati dalle acque che accolgono, si prendono cura e coccolano. Tra paesaggi umani e ambienti naturali di rara bellezza, si può infatti godere delle terme piemontesi, dove relax e benessere sono assicurati per il corpo e lo spirio.

Il Piemonte (in piemontese Piemont [pje'm?nt]) è una regione dell'Italia Nord-Occidentale di 4.379.085 abitanti con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia a sud-est con l'Emilia-Romagna e a sud con la Liguria. La regione fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Cenni storici

Abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali.

Cucina

La cucina piemontese è una cucina ricca di sapori e di storia. La varietà del territorio piemontese e del suo conseguente clima ha prodotto una differenziazione nella gastronomia delle diverse aree geografiche piemontesi. Non solo la morfologia del territorio ha prodotto una cucina varia ma anche la presenza, nei secoli scorsi, di una popolazione suddivisa in distinte classi sociali, ecco allora che si possono differenziare una cucina più “popolana” e povera e una cucina più ricca ed elaborata. Bagna Caoda A Torino la degustazione inizia ancora prima di sedersi a tavola: questa è la città che ha inventato l’aperitivo, con il vermuth che fin dal ‘700 ha fatto da ouverture al grande spettacolo della cucina piemontese, e che oggi è un rito da assaporare sontuosamente nei caffè storici sotto i portici del centro. Il Piemonte è conosciuto nel mondo per alcuni suoi piatti tipici. E’ un antipasto a rappresentare il tratto più distintivo della cucina Piemontese. Si tratta della Bagna Caoda, minestra, o meglio, intingolo, a base di acciughe, aglio e olio. Un sapore deciso tipico della regione, sebbene gli ingredienti non siano tipicamente piemontesi. Ancora aglio, senza limiti, per la Soma, un altro antipasto molto noto del Piemonte, che viene accompagnato a chicchi d’uva.

Un antipasto d'obbligo, nel pranzo tradizionale, è il trionfale fritto misto; bistecchine, animelle, cervella e filoni, salsiccia e frisse di fegato, cappelle di porcino, tronchetti di semolino dolce e amaretti uniti a tanti altri ingredienti costituiscono un connubio di sapori e di profumi ineguagliabile. Fritto misto Presente in tutte le tavole piemontesi non può mancare la pasta fresca, dal Tajarin (tagliatelle) ai ravioli o agnolotti,il cui ripieno varia a seconda della posizione geografica; nel Monferrato Casalese e nel Torinese il ripieno è costituito da sole carni di manzo e di maiale arrostite e ammorbidite dall'aggiunta di cervella o prosciutto, nel Basso Canavese oltre alle carni si aggiunge verza e salsiccia, a Gavi e nell'Alto Monferrato il raviolo profuma di maggiorana e di borragine, nel Cuneese carni e verdure, in preferenza verza mentre nell'Alessandrino e nel Tortonese il ripieno è costituito da uno stracotto di carne bovina al vino e il sugo servirà poi da condimento, nell'Astigiano viene usata carne di manzo e di maiale, in alcuni paesi anche coniglio, unita a verdure stufate, scarole, verza, spinaci e anche cardi. Diffusissimo in Langa è l'agnolotto al plin, letteralmente pizzicotto, di pasta sottilissima e di sola carne, dalla caratteristica forma a barchetta.

Brasato al barolo Per i secondi piatti, apertura dedicata al brasato al Barolo, manzo cotto con verdure e spezie, tra cui ginepro, cannella, rosmarino e rosolato con una cospicua quantità di Barolo. I formaggi costituiscono nel pasto piemontese interessanti varianti ai secondi. Si segnala il Bra, che prende il nome dalla città di produzione, a pasta morbida o dura secondo la stagionatura, dal sapore deciso e caratteristico.

In questa regione particolarmente famoso è il tartufo, in particolare quello bianco d'Alba. Il tutto accompagnato dai deliziosi e inconfondibili grissini piemontesi.

Cioccolato Se il cacao è il cibo degli dei, Torino è il suo olimpo. Tralasciando il gianduiotto e il Bonet, divenuti troppo commerciali, ma che in Piemonte vale la pena saggiare, meritano una citazione due dolci alessandrini, la Polenta di Marengo realizzata con mandorle e farina di mais e la Giacometta, antesignana della nutella. E gli Amaretti di Saronno ed i Crumiri di Casale di Monferrato. La castagna, come la nocciola, del resto, è uno degli ingredienti principali della pasticceria piemontese. Viene lavorata e proposta come budino, ricoperta al cioccolato o trasformata in tronchetti semifreddo. Impossibile, inoltre tralasciare i Savoiardi e la torta Savoiarda, i primi sono biscotti all’uovo, ormai commercializzati anche a livello industriale, la seconda è una torta con crema d’uovo e zucchero.

Vini

Il vino è un patrimonio unico che fa del Piemonte una straordinaria area d'eccellenza a livello mondiale, un prodotto che si differenzia per le diverse caratteristiche climatiche e di coltivazione che interessano la nostra regione. Uve piemontesi Il mondo intero ha imparato a conoscere i grandi vini piemontesi: i Rossi sontuosi e ricercati (Barolo, Barbaresco, Gattinara, Barbera ...) i Bianchi rotondi e profumati (Erbaluce, Roero Arneis, Gavi, Cortese ...), i Vini da dessert e da conversazione, amabili e invitanti (Asti Spumante, Bracchetto, Moscato d'Asti, Malvasia, Caluso Passito ...), eccellentemente abbinati con le specialità della cucina piemontese.

In Piemonte si producono mediamente, ogni anno, circa di 6 milioni di quintali di uva che viene interamente trasformata in vino, in quantità che varia da 3,5 a 4 milioni di ettolitri. Il ventaglio dell'offerta piemontese di qualità copre più del 90% della produzione e comprende piu di 40 vini a denominazione d'origine controllata (d.o.c.) e ben 8 a denominazione d'origine controllata e garantita (d.o.c.g).


Dormire

3 Offerte - Rss

57 strutture - Aggiunga la sua!


Scopri i vantaggi di GoodItaly

GoodItaly.net 2004 - 2008 Informazioni