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L’Umbria è una regione d’Italia in cui l’aspetto naturalistico, espresso nella massima bellezza, riveste una grandissima importanza. Chiamata anche il cuore verde d’Italia, questa regione sa regalarci a livello paesaggistico e faunistico degli stupendi scorci di natura attraverso le sue oasi verdi e parchi naturali. Un affascinante percorso in un mondo senza tempo, in luoghi incantati dove la natura e l'arte narrano la religiosità del Santo Patrono d'Europa. Chiese romaniche, cattedrali gotiche, basiliche ed antichi palazzi stanno ancor oggi a testimoniare la grande produzione artistica che, dal XII al XVI secolo, diede all'Umbria capolavori immortali. Sull'onda del grande fervore religioso, impresso soprattutto dagli ordini mendicanti, gli artisti da tutte le parti d'Italia vennero nella regione a lavorare, facendo scuola con le loro opere straordinarie. Ma una disciplina, in particolar modo, segnò il trionfo artistico dell'Umbria: la pittura.
Numerosissime sono le manifestazioni che si svolgono, soprattutto in estate, in molti centri dell'Umbria. Questi appuntamenti, alcuni noti anche a livello internazionale, fanno convergere nella regione turisti da tutto il mondo. Il folklore fornisce le chiavi per decifrare i frammenti del retaggio storico tramandato dalla memoria popolare e questo passato si esprime, oggi, anche con manifestazioni, mostre, rappresentazioni teatrali, festival e spettacoli musicali.
L'Umbria, posta nel cuore d'Italia, con i suoi 8.456 km² di superficie (6.334 la provincia di Perugia e i restanti 2.122 quella di Terni) è una tra le più piccole regioni italiane e l'unica, dell'Italia peninsulare, a non essere bagnata dal mare. Confina ad est ed a nord-est con le Marche, ad ovest e nord-ovest con la Toscana ed a sud e sud-ovest con il Lazio.
La regione venne abitata in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi. Nel 672 a.C. viene fissata la leggendaria fondazione di Terni. Nel 295 a.C. dopo la battaglia di Sentino fu conquistata dai Romani, che vi stanziarono alcune colonie e ne attraversarono il territorio con la via Flaminia (220 a.C.). Vi ebbe luogo la battaglia del Trasimeno durante l'invasione di Annibale nel corso della seconda guerra punica e Perugia venne espugnata e data alle fiamme nel Bellum Perusinum, durante la guerra civile tra Marco Antonio e Ottaviano nel 40 a.C.. Il territorio della regione, dopo la fine dell'impero romano vide le lotte tra Ostrogoti e Bizantini e la fondazione nella parte orientale della regione del longobardo ducato di Spoleto (indipendente tra il 571 e la metà del XIII secolo). Ai Bizantini rimase comunque il cosiddetto corridoio bizantino, striscia di territorio estesa lungo il corso del Tevere e facente capo all'Esarcato di Ravenna. Carlo Magno conquistò la maggior parte dei domini longobardi e li cedette al Papa. Le città conquistarono una certa autonomia e furono spesso in guerra tra loro, inserendosi nel più generale conflitto tra papato e impero e tra Guelfi e Ghibellini.
Nel XIV secolo nacquero diverse signorie locali che furono quindi assorbite dallo Stato Pontificio, sotto cui la regione rimase fino alla fine del XVIII secolo. Con le vicende successive alla Rivoluzione francese fece parte della Repubblica romana (1789-1799) e dell'Impero napoleonico (1809-1814). Nel 1860 a seguito dei moti risorgimentali la regione entrò a far parte del Regno d'Italia.
La cucina umbra ha conservato, grazie forse anche alla morfologia della stessa regione, caratteristiche che riportano al Medioevo o addirittura al periodo romano e preromano. Questa regione, chiusa tra le montagne, ha conservato tecniche di cottura e piatti che sono rimasti immutati nei secoli, esempio di ciò è la cottura allo spiedo o alla griglia, cottura tipica del periodo medievale quando si cuocevano alla brace nei grandi camini dei castelli carni di ogni genere per l'allestimento di sontuosi banchetti. Molti sono, infatti, i piatti che ancor oggi utilizzano questa tecnica di cottura, esempio ne sono i palombacci, colombi selvatici cucinati allo spiedo e spennellati con la ghiotta ossia una salsa preparata con vino rosso, olio, pancetta o prosciutto, capperi, aceto, olive, acciughe, cipolla, aglio, chiodi di garofano o bacche di ginepro, salvia e succo di limone. Gli stessi palombacci preparati “all'uso di Todi” prevedono un'iniziale cottura allo spiedo seguita dalla cottura in tegame con l'aggiunta di altri ingredineti come prosciutto, vino rosso e talvolta rigaglie del volatile tritate.
Un terreno particolarmente adatto alla viticoltura, un clima temperato, un dolce movimento collinare, che favorisce l’esposizione al sole, contribuiscono a rendere eccellenti i vini umbri che i vignaioli della regione producono, da tempi antichi, con metodi semplici e naturali. Vediamo quali sono le zone vinicole principali: -Al centro della regione si estende la zona di Perugia che è la più importante dal punto di vista vinicolo. E' questa la zona dove nascono le due D.O.C.G. umbre: il Torgiano Rosso Riserva ed il Sagrantino di Montefalco. Entrambi prendono il nome dai paesi di origine. Il primo si ottiene dal vitigno San Giovese in una zona collinare estremamente circoscritta che beneficia di un clima particolare che favorisce la concentrazione di zucchero nell'uva. E' di colore rosso rubino e profumo delicato e vinoso. Il secondo nasce dal vitigno autoctono Sagrantino di origini antichissime, probabilmente importato dalla Spagna. Ha un profumo caratteristico che ricorda quello delle more di rovo e colore rubino intenso tendente al granato. -Nella parte sud est della regione si sviluppa la zona di Terni. Questo è il luogo dove nasce il famoso "vino dei papi" di antica memoria: il vino di Orvieto, che prende il nome dalla cittadina omonima. E' interessante notare come questo vino in origine fosse dolce: infatti le basse temperature delle caratteristiche cantine scavate nel tufo impedivano di fatto la completa fermentazione del mosto con conseguenti zuccheri residui. Questa zona costituisce anche l'ambiente perfetto per la coltivazione di vitigni internazionali come lo Chardonnay, il Sauvignon ed il Pinot Nero che qui danno il meglio di sé raggiungendo punte di eccellenza.
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