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Sono milioni i turisti che ogni anno scelgono di passare le proprie vacanze in Veneto, regione ricca che risponde ad ogni tipo di esigenza; dalle spiagge, Lunghissime e ampie,dove i fondali marini degradano dolcemente, alle citta, scrigni che custodiscono preziose testimonianze storiche e artistiche. La Repubblica di Venezia in mille anni di storia ha lasciato molteplici eredità.
Nella terraferma la più eclatante è rappresentata dalla cosiddetta civiltà di villa veneta, intesa come governo del territorio, microstoria di famiglie e comunità, patrimonio d'arte opera di innumerevoli architetti, pittori, scultori. Un patrimonio di oltre 5000 ville che rappresentano oggi una meta turistica di primario interesse.
In Veneto è' facile innamorarsi delle montagne, d'inverno sono il paradiso degli sciatori, con centinaia di chilometri di piste per il fondo e la discesa. D'estate, regalano panorami da sogno, fatti apposta per una vacanza indimenticabile.
Inoltre in questa regione si ha la possibilità di allontanare lo stress, curarsi, ritrovare la perfetta forma fisica o farsi coccolare un po'all'interno dei complessi termali; ognuno con la propria seducente bellezza.
Paradisi della vela e del windsurf, del parapendio e della mountain bike, i laghi veneti offrono anche interessanti scorci paesaggistici e attrattive storico-culturali.
Dalle montagne al mare, il Veneto vanta ben sei aree naturali protette. Meno note rispetto alle più frequentate mete turistiche, questi ambienti conservano una natura ancora selvaggia.
Il Veneto (pronuncia Vèneto) è una regione dell'Italia Nord-Orientale con quasi 4,8 milioni di abitanti (demo.istat.it 01/04/2007) e con capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna.
Il territorio attuale della regione Veneto è stato popolato in epoca preistorica dai Veneti; Il processo di romanizzazione della Venetia avvenne in maniera graduale a seguito dell'alleanza stipulata tra veneti e cenomani coi romani nel 225-222. Durante le invasioni barbariche del V secolo d.C., il Veneto venne attraversato da Unni, Eruli ed infine Goti, che lo tennero sino alla metà del VI secolo, quando, con la prammatica sanzione di Giustiniano il territorio venne unito all'Impero Bizantino e inquadrato nella Prefettura d'Italia. Con la discesa, però, dei Longobardi nel 568 d.C gran parte del Veneto venne sottomesso dai nuovi invasori, creando una divisione tra la zona continentale, sotto il Regnum Longobardorum, e quella costiera, rimasta nell'orbita dell'Esarcato di Ravenna, prima come eparchia Annonaria, quindi col nome di Venetia maritima.
Mentre dunque nell'entroterra i Longobardi costituivano i ducati di Verona, Vicenza e Ceneda, sulla costa si sviluppavano i nuovi centri della laguna veneta, eretti dai bizantini a Ducato di Venezia nel 697.
Nel IX secolo, declinato il potere bizantino, e sostituito sul continente il regno longobardo dall'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il sempre più indipendente ducato lagunare si diede nuova capitale la nascente città di Venezia, polo commerciale sempre più fiorente, il cui prestigio venne rafforzato nell'821 dalla traslazione del corpo di San Marco Evangelista, destinato a divenire nuovo patrono della città e dello Stato.
Il Duecento si assistette in tutta la terraferma alla trasformazione dei liberi Comuni in potenti signorie in lotta tra loro per l'egemonia regionale.Contemporaneamente Venezia gettava le basi del proprio impero marittimo con la partecipazione alla Quarta Crociata e la conquista di Costantinopoli.
La fine dell'indipendenza e del dominio veneziano vennero improvvisamente provocati a seguito della Rivoluzione Francese, quando l'invasione di Napoleone Bonaparte del neutrale territorio veneto provocò l'abdicazione del governo il 12 maggio 1797 e la successiva cessione del territorio all'Impero d'Austria con il trattato di Campoformio. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia (1805-1814) napoleonico, a seguito del Congresso di Vienna il dominio austriaco sul Veneto venne riaffermato e consolidato nella costituzione di un nuovo Regno Lombardo-Veneto, vicereame dipendente da Vienna.
Il XX secolo fu aperto dalle devastanti conseguenze della Grande Guerra, durante la quale il Veneto fu prima retrovia di approvvigionamento per le armate e quindi fronte di combattimento nel periodo tra la disastrosa ritirata seguita alla disfatta di Caporetto, le sanguinose battaglie del Piave e la vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto. Devastato, il Veneto divenne fonte di massiccia emigrazione nel periodo tra le due guerre. Solo parzialmente interessato dalle vicende della Seconda Guerra Mondiale, il territorio subì tuttavia massicci bombardamenti alleati sui suoi centri maggiori.
La nascita della Repubblica Italiana alla fine del conflitto e la riorganizzazione dello Stato con la nuova Costituzione portarono a istituire il Veneto come una delle venti regioni italiane. Il secondo dopoguerra fu caratterizzato dalla rinascita economica e da un forte sviluppo industriale, entrato in crisi a metà degli anni Ottanta. Il declino della grande industria venne però seguito da una forte crescita della piccola e media impresa che ha accompagnato l'economia veneta per tutto il decennio successivo, rendendo il territorio uno dei più produttivi d'Italia e terra di immigrazione.
La cucina veneta nasce in un tempo remoto quando pesca, caccia e orticoltura si univano offrendo prodotti e ingredienti unici alla cucina veneziana. Tutta la gastronomia veneta è dominata da quattro elementi: polenta, riso, fagioli e baccalà.
E' proprio da questi 4 punti fondamentali che si sviluppano poi una serie di ricette uniche e originali poiché nate dalla fusione tra storia-tradizione e passato.
Uno degli elementi che caratterizzano la gastronomia veneta è appunto il riso che ha determinato la creazione di circa quaranta piatti diversi. I più famosi sono "risi e bisi" e "risi e figadini".
Il riso, arrivò nel Veneto dal mondo arabo in seguito ai commerci veneziani con l'Oriente.Dalla prima metà del 1500 venne coltivato nelle vaste pianure di Roverchiara e Palù nel veronese, dove ancora oggi si produce una interessante varietà di riso vialone nano tutelata dal marchio DOP.
I motivi che fanno del vialone nano veronese un riso speciale sono: il terreno alcalino, le acque di risorgive, che provengono dal sottosuolo da rocce calcaree, il fatto che le colture avvengono in avvicendamento e la pratica riduce al minimo ogni tipo di intervento dell'uomo, dall'utilizzo di sostanze chimiche in difesa delle piantagioni a quello di concimazioni altrettanto chimiche.
Caratteristica della cucina tipica veneta è la varietà dei suoi piatti e la diversa provenienza degli ingredienti. Niente di più naturale per una regione che da cinque secoli ha mantenuto scambi commerciali dal nord dell'Europa all'Estremo Oriente.
Anche le spezie rivestono un ruolo importante nella cucina veneta;mentre nel resto dell'Europa le spezie furono spesso utilizzate per conservare i cibi più che per modificarne il sapore, la cucina veneziana accolse alcuni principi alimentari levantini facendoli propri e creando pietanze nuove.
Con i suoi 78.000 ettari di superficie coltivata e gli 8.825.000 di ettolitri di vino prodotti annualmente, il Veneto si colloca tra le principali regioni enologiche d'Italia.
Il Veneto e' una terra di antiche tradizioni vinicole che vanta in Italia il primato nella produzione di vini D.O.C.(denominazione origine controllata). Ci sono infatti 17 zone di produzione vini D.O.C. in cui operano 17 Consorzi Volontari di Tutela che salvaguardano qualita' e tipicita' del vino prodotto. I vini veneti rossi più famosi sono il valpolicella classico, l'Amarone,il Recioto e il Bardolino; tra i bianchi ricordiamo il Soave, il Lugana, il Prosecco e il Custozza.
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